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CARTELLA STAMPA EVENTO14 NOVEMBRE 2019

Locandina INVITO

Comunicato Stampa

Vincitori XIX Premio Letterario | Incontro con M.Ben Naftali

 Giovedì 14 novembre nel Salone della Comunità Ebraica di Verona, g.c., Presentazione de “L’insegnante “ di Michal Ben Naftali ;

Libro vincitore del PREMIO SPECIALE della

 XIX edizione del Premio Letterario ADEI-WIZO Adelina Della Pergola.

 L’autrice:

 MICHAL BEN NAFTALI

 è nata a Tel Aviv nel 1960. Ha studiato filosofia all’Università di Gerusalemme e ha conseguito il dottorato a Oxford. Scrittrice e traduttrice, per L’insegnante ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Sapir Prize.

Il romanzo:

L’INSEGNATE: Chi è Elsa Weiss? Una donna dal passato indecifrabile, di cui lei stessa lascia trapelare pochissimo. L’infanzia in Ungheria, il legame con il fratello Jan che la fa ridere e infila dolcetti sotto il suo materasso, poi la fuga a Parigi come un momento felice di cui è vietato parlare, il matrimonio con Eric. Ma non sono altro che accenni fugaci di una memoria caparbiamente protetta e piena di buchi neri. Elsa Weiss è soprattutto l’insegnante. La professoressa d’inglese autoritaria come un generale, animata da un fervore quasi religioso per il suo lavoro, impenetrabile e rigorosa in tutto quello che fa: pagare le bollette, nuotare in piscina, insegnare. Poi un giorno, senza avvisaglie e con lo stesso lucido rigore delle sue lezioni, Elsa Weiss si toglie la vita lanciandosi nel vuoto dal palazzo dove abita a Tel Aviv. Un gesto che rimane inspiegabile e nasconde segreti angoscianti.

Anni dopo, Michal Ben-Naftali decide di indagare la vita della sua insegnante, cercando di capire perché una donna così riservata e schiva a un certo punto si sia suicidata senza lasciare spiegazioni. Un’indagine a ritroso che fa luce su una delle storie più controverse della Shoah: il treno di Rudolf Kastner che avrebbe dovuto portare in salvo in Svizzera quasi duemila ebrei ungheresi, in cambio di denaro e preziosi. Su quel treno erano saliti Elsa e il marito, ma un cambiamento di percorso fa dirottare i trentacinque vagoni verso Bergen-Belsen, e solo mesi dopo i prigionieri riusciranno a essere liberati e a raggiungere la Svizzera.

La salvezza e l’arrivo in Israele per Elsa si intrecciano con la tragica vicenda di Kastner, accusato di collaborazionismo e di essere moralmente partecipe delle colpe dei nazisti oltre ad aver favorito, in quella fuga disperata, i suoi concittadini. La storia di Elsa diventa così, tragicamente, lo specchio di quella di Kastner in una vertigine dove il senso di colpa dei sopravvissuti si mescola con il desiderio di vendetta, il Male con l’urgenza di fare giustizia. E la morte di Elsa e di Kastner sembra diventare il simbolo di un’ultima silenziosa richiesta: non che le loro vite vengano ricordate, quello no, ma piuttosto che siano lette altrimenti.

 

Gabriele Rubini

è nato a Nuoro , vissuto a Bologna ed ora a Ferrara . Studioso di storia ebraica e del Medio Oriente, ha vissuto un anno in un kibbutz in Israele prima di laurearsi in storia americana e intraprendere la carriera di export manager. Nel 2012 ha ricevuto il Premio ADEI-WIZO Adelina Della Pergola per l’opera prima : “GENERAZIONI. 1881-1907” (Phasar Edizioni – World Hub Press )

 

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